Chi può dire di non aver mai visto questa foto?
Essa, con il bacio di Edith Shain al marinaio, ha rappresentato una delle immagini più significative,
se non proprio la più significativa,
della fine del II conflitto mondiale.

Edith Shain.  Il 15 agosto 1945 fu fotografata in piena Times Square
tra le braccia di un marinaio che la baciava appassionatamente
per festeggiare la vittoria sul Giappone.

L’autore Alfred Eisenstaedt fotografo e fotoreporter tedesco naturalizzato statunitense è divenuto famoso in tutto il mondo proprio per questa foto.
Questa infatti divenne il simbolo della fine della Seconda Guerra mondiale,
ma per anni i due personaggi rimasero sconosciuti al grande pubblico.

Ci furono molti tentativi per conoscer i 2 interpreti del…bacio..
ma, nonostante i ripetuti appelli della rivista Life, per la quale lavorava “Eisie”,
così era soprannominato Eisenstaedt perché si faceva amare da tutti
la ricerca rimase senza esito.
Poi, all’inizio degli anni Ottanta l’infermiera si fece avanti, si chiamava Edith Shain e raccontò che:

«il marinaio mi prese, mi baciò e poi ognuno se ne andò per la sua strada,
davvero non potrei sapere chi fosse».

Chi può dire di non aver mai visto questa foto?
Essa, con il bacio di Edith Shain al marinaio, ha rappresentato una delle immagini più significative,
se non proprio la più significativa,
della fine del II conflitto mondiale.

Edith Shain. Il 15 agosto 1945 fu fotografata in piena Times Square
tra le braccia di un marinaio che la baciava appassionatamente
per festeggiare la vittoria sul Giappone.

L’autore Alfred Eisenstaedt fotografo e fotoreporter tedesco naturalizzato statunitense è divenuto famoso in tutto il mondo proprio per questa foto.
Questa infatti divenne il simbolo della fine della Seconda Guerra mondiale,
ma per anni i due personaggi rimasero sconosciuti al grande pubblico.

Ci furono molti tentativi per conoscer i 2 interpreti del…bacio..
ma, nonostante i ripetuti appelli della rivista Life, per la quale lavorava “Eisie”,
così era soprannominato Eisenstaedt perché si faceva amare da tutti
la ricerca rimase senza esito.
Poi, all’inizio degli anni Ottanta l’infermiera si fece avanti, si chiamava Edith Shain e raccontò che:

«il marinaio mi prese, mi baciò e poi ognuno se ne andò per la sua strada,
davvero non potrei sapere chi fosse».


«La panchina è un luogo di sosta, un’utopia realizzata.
È vacanza a portata di mano.
Sulle panchine si contempla lo spettacolo del mondo, si guarda senza essere visti e ci si dà il tempo di perdere il tempo, come leggere un romanzo.»
-B. Sebaste


"I can accept failure, but I can’t accept not trying"
-Michael Jordan

"I can accept failure, but I can’t accept not trying"
-Michael Jordan


« Io non sono particolarmente appassionato di Gotham. È come se qualcuno abbia costruito un incubo di metallo e pietra. »
(Superman)

« Io non sono particolarmente appassionato di Gotham. È come se qualcuno abbia costruito un incubo di metallo e pietra. »
(Superman)


Cancello le parole in modo che le si possano notare. Il fatto che siano oscure spinge a volerle leggere ancora di più.
-Jean Michel Basquiat


Anelo all’eternità, perchè lì troverò i miei quadri non dipinti, e le mie poesie non scritte.
-Khalil Gibran

Anelo all’eternità, perchè lì troverò i miei quadri non dipinti, e le mie poesie non scritte.
-Khalil Gibran


The right perspective is everything..

The right perspective is everything..


Ho una città dai marciapiedi di roccia
così forti antichi che non temono la pioggia
e se c’è il sole ci posso camminare,
non so con chi parlare..
C.Cremonini

Ho una città dai marciapiedi di roccia
così forti antichi che non temono la pioggia
e se c’è il sole ci posso camminare,
non so con chi parlare..
C.Cremonini


C’è sempre qualcosa di più, un po’ più in là… non finisce mai.
- Jack Kerouac

C’è sempre qualcosa di più, un po’ più in là… non finisce mai.
- Jack Kerouac


Questa isola, galleggiante su acqua di fiume come un iceberg di diamante, 
chiamatela New York, chiamatela come vi pare: il nome non importa poiché, 
arrivando dalla maggiore realtà dell’altrove, uno va alla ricerca soltanto di una città, 
di un posto dove nascondersi, dove smarrire o scoprire se stesso, 
per fabbricare un sogno all’interno del quale dimostrare che, dopo tutto, 
non sei il brutto anatroccolo, ma un essere meraviglioso e degno di essere amato.
-Truman Capote

Questa isola, galleggiante su acqua di fiume come un iceberg di diamante,
chiamatela New York, chiamatela come vi pare: il nome non importa poiché,
arrivando dalla maggiore realtà dell’altrove, uno va alla ricerca soltanto di una città,
di un posto dove nascondersi, dove smarrire o scoprire se stesso,
per fabbricare un sogno all’interno del quale dimostrare che, dopo tutto,
non sei il brutto anatroccolo, ma un essere meraviglioso e degno di essere amato.
-Truman Capote


..fermare il tempo e viaggiare..

..fermare il tempo e viaggiare..


Vorrei fermare il tempo e viaggiare,
svegliarsi lontano non può farci male
crescendo senza perdere tempo
lasciandosi portare dal vento
guarire ogni male
e poi fare e disfare..
Fare e disfare - C.Cremonini

Sunset in New York..

Sunset in New York..


Walking in Dumbo -Brooklyn

Walking in Dumbo -Brooklyn


Era troppo per crederla vera;
così complicata, immensa, insondabile.
E così bella, vista da lontano:
canyon d’ombra e di luce, scoppi di sole sulle facciate in cristallo,
e il crepuscolo rosa che incorona i grattacieli come ombre senza sfondo
drappeggiate su potenti abissi.
Jack Kerouac